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Classi dirigenti non all’altezza, serve la legge sui partiti.

Intervista a Ugo Sposetti di Maria Zegarelli – l’Unità di sabato 4 marzo.

“Hanno pensato che si potesse combattere Grillo con la cancellazione del rimborso elettorale. Proviamo a guardare che cosa era il M5s nel 2014 e cosa è oggi e poi facciamo la stessa operazione con il Pd”.

Asciutto e diretto, senza rinunciare all’ironia, il senatore Ugo Sposetti guarda l’attualità della politica e del suo partito, il Pd, con disincanto. Alla base di tutto c’è, secondo lui, una debolezza non dei partiti, «quelli non esistono più», ma «di una classe dirigente non all’altezza del momento». Sono sette anni, ricorda in questa intervista, che chiede l’approvazione di una legge sui partiti e il loro funzionamento, per dare piena applicazione all’articolo 49 della Costituzione.
Sposetti, difendere i partiti rischia di essere impopolare alla luce dei fatti di questi giorni. O no?
«I partiti controllano la vita democratica al loro interno e nel territorio. Se hanno un radicamento vero funzionano come le parrocchie: creano incontro ed elevano la cultura politica di massa. Ma devono essere partiti».

Invece, che cosa sono diventati?
«Già con il decreto legge del 2013 di Enrico Letta sul finanziamento pubblico ai partiti, e poi con Renzi, si è fatta una valutazione errata del fenomeno del M5s, un errore storico. Hanno pensato che si potesse combattere Grillo con la cancellazione del rimborso elettorale. Proviamo a guardare che cosa era il M5s nel 2014 e cosa è oggi e poi facciamo la stessa operazione con il Pd».

Che cosa è diventato il Pd oggi?
«È deflagrato e rischia di chiudere la sua corsa, neanche decennale, sotto i colpi di un’inchiesta. In questi dieci anni il Pd ha avuto sei segretari, compreso l’attuale reggente, Matteo Orfini, e fra poco eleggerà il settimo. Il duo Letta-Renzi ha commesso un errore storico clamoroso. Sa cosa accadrà adesso?».

Cosa?
«Che il M5s incastrerà il Pd sulla vicenda dei vitalizi. Vitalizi che non esistono più. Ma di cosa stiamo parlando? La verità è che Renzi ha distrutto il Pd».

L’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, avrebbe aiutato ad evitare questa crisi della rappresentanza?
«La politica porta addosso la responsabilità di non aver dato piena attuazione alla Costituzione anche rispetto all’articolo 49. Si è pensato che i partiti personali potessero risolvere la crisi della politica, il risultato è sotto gli occhi di tutti».

Crede che anche questa legislatura si concluderà senza affrontare il problema?
«Non se ne farà niente anche stavolta. Avevo chiesto di fare uno scatto da velocisti già dopo la vicenda della Lega e della Margherita. La Camera, invece, ha discusso e affrontato soltanto il tema del controllo dei Bilanci dei partiti. L’articolo 49 ancora non è stato attuato e ormai siamo alla gogna mediatica. Nessuno che si metta a studiare cosa accade in Europa, dove lo stesso Pd ha votato a favore delle risorse da destinare ai partiti europei e alle loro fondazioni. In Italia è alla testa di questo movimento antipartiti mentre in Europa prende i soldi, essendo membro del Pse. La politica è una cosa seria, oggi invece ci sono dirigenti spesso inadeguati, e poi scopri che talvolta sono anche a capo di fondazioni personali».

A proposito di fondazioni, il tesoriere Francesco Bonifazi sostiene che il patrimonio Ds sia anche del Pd .
«È una questione che non esiste. Non ne voglio neanche parlare, poi guardi, io per definizione amo i tesorieri, le pare che faccio polemica con uno di loro?».

Non ci pensa proprio.

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